A.R.A.T. Roma

martedì, 13 maggio 2008

..a chi mi chiede che facciamo....

imagesMentre cercavo un titolo per il post di oggi è riapparso un altro titolo di un vecchio post già inserito..
"a chi mi chiede che facciamo" oggi rispondo inserendo un brano che Filippo ( il Dr. Falzoni Gallerani, caposcuola e Presidente dell'A.R.A.T - Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale) che conosco da 12 anni e che ha contribuito con la sua conoscenza, ma soprattutto con la sua coerenza, a farmi sentire oggi felice di essere sua amica e collaboratrice per la corretta diffusione del Rebirthing Transpersonale.
E' solo uno stralcio di un lavoro che è appena iniziato e che spero presto diventi un libro.
Non voglio aggiungere altro perchè sarà così chiaro quanto scritto da lui che non necessita alcun tipo di commento.
Vorrei dedicare questo brano a tutte le persone che capiteranno nel blog..amici e nemici, conosciuti e sconosciuti. Sono graditi i vostri commenti.Grazie e a presto.Jole

"Molti rappresentanti della Newage, nella totale mancanza di profondità culturale ed esperienziale, sfruttano il desiderio di molti di aver soluzioni consolatorie per sfuggire alla realtà della vita. Invece di aiutare a crescere insegnano come fuggire in realtà immaginative fantascientifiche e fanta-spirituali, dove le regressioni al pensiero magico e le emozioni misticheggianti di menti suggestionabili vengono prese per esperienze “spirituali” autentiche e portate ad esempio dell’efficacia di quanto viene proposto.
Non meraviglia che perfino Ken Wilber, che critica duramente le posizioni della Newage, venga fagocitato in questo movimento solo perché tratta di dimensioni interiori o di Filosofia Perenne, seppur all’interno di profondi studi interdisciplinari con radici scientifiche, filosofiche e spirituali serie e coerenti. Chi lo cita a sostegno di bislacche teorie prova di non averne neppure letto l'opera e tanto meno compreso la critica.
Se in una ricerca autentica l'enfasi è nel vedere con chiarezza la realtà, riconoscere le proprie luci e le proprie ombre per avvicinarci alla pienezza del nostro essere autentico, nel mondo Newage l'enfasi è sull'immaginare una perfezione ipotetica creata dal “pensiero positivo” che è uno degli aspetti dominanti del delirio di questi gruppi.  E’ emblematico di “terapie” che si fondano sullo sforzo sostituire la realtà (che dovremmo vedere con chiarezza) con quello che vorremmo che essa fosse, attribuire a quest’azione obnubilante poteri magici che la trasformeranno al nostro volere. Quando non funziona si può sempre accusare il paziente di non essere abbastanza positivo per indurlo a raddoppiare gli sforzi e continuare la “cura”. Poiché molti preferiscono credere ai poteri miracolosi del pensiero, è stato facile per leader più o meno immaturi, narcisisti e attaccati al guadagno (corsi dal titolo “il denaro è mio amico” sono classici nell’ambiente del “ il pensiero crea la tua realtà”) creare un grande mercato di illusioni molto redditizio. Le belle parole di facciata possono essere seducenti per chi non ha metro di confronto. Mescolano una pseudo-scienza, “quantistico”- “olistica” e una religione oriente – occidente – sciamanico - neopagana, e presentano come divino e sacro, non l’essenza della Filosofia Perenne, ma quanto di peggio le religioni ci hanno lasciato in eredità; ciò che giustamente può essere definito l'oppio dei popoli, e non il messaggio autentico proclamato dai pochi veri mistici e dai saggi, né i misteri cui gli uomini di scienza devono confrontarsi seguendo una rigida prassi. Sia il vero scienziato che il serio spiritualista riconoscono i limiti del proprio sapere, la Newage ha invece una facile soluzione e l’ultima verità per tutto, ad esempio: “basta pensare positivo e và tutto a posto”.
Chi approfondisce la ricerca interiore e si avvicina ai misteri dell'essere, riconosce i limiti del proprio sapere, i limiti del linguaggio e del pensiero e l'inganno dell'io sociale con cui s’identifica l'uomo comune. Lungo il percorso il serio ricercatore sviluppa una sensibilità che può aiutare a cogliere la verità del proprio vivere condizionato, con autentici insight che liberano dalle percezioni distorte e permettono di affrontare l’esistenza con coraggio e lucidità, evitando di fuggire in mondi illusori.
La Newage fa proprio l'opposto: vende illusioni e spinge a rimuovere il confronto con gli aspetti dolorosi e drammatici della vita, che inevitabilmente ognuno deve affrontare nel corso dell'esistenza, promettendo a tutti salute olistica e illuminazione, amore e successo. Nelle scuole d’origine statunitense di Rebirthing si giunge sino a promettere l'immortalità fisica! Purtroppo è proprio ciò che la gente confusa e spaventata vuol sentirsi dire.
Mi vergogno di poter essere assimilato a questo mondo solo perché pratico un metodo che può esser confuso con ciò da cui mi sento radicalmente lontano.
Spesso ho travato su Internet pezzi di miei articoli o brani di miei libri usati per pubblicizzare altre scuole di rebirthing pur non avendo alcun contatto con tali scuole Newage che insegnano l’antitesi del mio approccio. Sto scrivendo delle pagine che pubblicherò molto presto per chiarire più a fondo quanto qui accennato. Di certo il respiro è un mezzo potente conosciuto sin dall'antichità come supporto a stati meditativi ed esperienze non convenzionali, ma se un metodo così potenzialmente efficace viene usato in un contesto delirante non credo proprio possa condurre ad alcunché di buono e aborrisco far parte dell'allegra compagnia del pensiero positivo.
Secondo il mio modo di vedere l'unico aiuto che si può dare al prossimo consiste nell’aiutare le persone a trovare in se stesse le risorse per affrontare con autenticità, integrità e coraggio la vita senza semplicistiche soluzioni. La liberazione avviene penetrando la vera natura della mente e del pensiero, affrontando la sofferenza ed i problemi per andare oltre, perché, come diceva Alan Watts, cercare di risolvere un problema senza averlo compreso chiaramente è come “cercare di allontanare l'oscurità con le mani”. La “guarigione” è un eventuale effetto collaterale del risveglio, la terapia è una “non terapia” in cui l'individuo si emancipa dagli inganni mentali e penetra il profondo di sé.
Il confronto con la realtà sociale che la mentalità newage rappresenta comporta riflessioni profonde, per evitare sia uno sterile scontro, sia il rifiuto di quanto c’è di buono. E’ necessario vedere con molta chiarezza la confusione ideologica del mondo attuale, per poter riconoscere che ci sono anche individui sinceri e preparati che portano contributi positivi e concreti in modo costruttivo e realistico trattando correttamente gli stessi temi banalizzati e distorti da molti rappresentanti della newage. La “Compassione Buddhista” (che non è superficiale buonismo), la comprensione umana e il riconoscimento del graduale processo di sviluppo della consapevolezza degli individui, induce ad aver compassione per chi è perduto in mondi illusori, per chi ignora di ignorare e per chi è vittima della decadenza culturale o di un ego narcisista assetato di credenziali. Tuttavia il discernimento tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che conduce alla liberazione e ciò che favorisce l’alienazione è un fatto di cruciale importanza per coloro che si avvicinano alla ricerca interiore e al sostegno del prossimo."

Filippo Falzoni Gallerani
Maggio 2008
giovedì, 01 maggio 2008

Buon primo Maggio a tutti!!!!!

imagesSono andata a leggere il blog di Jacopo stamattina.e curiosando sono incappata in questo bellissimo articolo scritto dai suoi genitori nel lontano 2004...
La foto per il post l' ha scelta Emi che si è appena svegliato.
Mi sembrava un buon modo per augurare a tutte le donne...lavoratrici un buon primo maggio.Per lavoratrici ovviamente mi riferisco a tutte le donne che vivono...in un contesto sociale che purtroppo non riconosce anche il gestire e coordinare una "società" come la famiglia come un lavoro vero e proprio.Da sempre infatti io sono una sostenitrice di dare lo stipendio a tutte le donne cosiddette "casalinghe"..
Penso a persone come mia madre o mia cognata per esempio che hanno gestito un "sistema famiglia" per anni con risultati sorprendenti..
Io credo che se all' Alitalia mettessero nel consiglio di amministrazione una ventina di mamme tra i 40 e i 70 in sei mesi non ci sarebbe più lo sfacelo che c'è...( l'ho detta forte eh??????????????)

Quindi buon primo maggio a tutte le donne e agli uomini che hanno riconosciuto la forza delle donne!!!!
Jole

Vi presentiamo, ancora in bozza di lavoro, un'anticipazione del nuovo lavoro di Dario su Gesu' e le donne. Ovviamente si tratta di una versione iniziale del lavoro ma ci sembra molto interessante proporvela perche' credo sia utilissima per capire come lavora Dario. Sul file del testo c'e' scritto "sesta stesura", ce ne saranno molte altre prima di considerare il lavoro finito, e poi, una volta messo in scena, il testo verra' di nuovo ribaltato, rigirato, limato e riscritto. Insomma piu' di un'anticipazione, quella che vi stiamo presentando e' l'ecografia del testo.
Speriamo che quest'esperienza con la fase prenatale dell'arte vi entusiasmi.
Bando alle ciance, ecco la futura creatura:

DARIO FO, FRANCA RAME, JACOPO FO

IL VANGELO E LE DONNE

I - PROLOGO

Nel secolo trascorso, la donna ha goduto di una improvvisa emancipazione che di certo non le e' stata regalata, ma e' stata frutto di lotte spesso durissime e cruente. Pensiamo alle battaglie delle suffragette (1,001) per conquistarsi il diritto al voto e ottenere l'applicazione di ordinamenti civili non discriminatori. Appresso dobbiamo far mente locale alle lotte sindacali delle operaie, specie le tessitrici "filandiere", contro la decurtazione del salario, anche se svolgevano gli stessi "lavori" degli uomini. Non parliamo poi delle lotte dentro le scuole, a cominciare dall'acquisizione del diritto per le donne di frequentare le universita' e le accademie.
A proposito di lotte e relativa repressione delle donne e' bene ricordare il rogo di Chicago. Nei primi anni del secolo scorso (1908) le filandiere di quella citta' si erano decise, pur di ottenere i loro giusti diritti, a occupare la fabbrica in cui lavoravano (Cottons). Era il mattino dell'otto marzo quando scoppio' un incendio, non si sa quanto accidentale. Le donne, che si erano barricate all'interno, cercarono di salvarsi spalancando le porte. Ma qualcuno dall'esterno le aveva bloccate. Nel rogo morirono 129 operaie. Qualche giorno appresso, al loro funerale c'era una gran folla; il corteo funebre transitava nel grande viale ombreggiato da piante di mimose, che attraversa il quartiere dove era avvenuto il massacro. Molti ragazzi e ragazze si arrampicarono su quegli alberi in fiore e letteralmente li spogliarono gettando sui feretri mazzi gialli coi quali furono ornate le bare. Di qui viene il rito di donare ancor oggi mimose alle donne l'otto di marzo, che e' diventata la loro festa.

Nei cosiddetti secoli luminosi dell'Umanesimo era fonte di meraviglia scoprire una donna pittrice (le figlie di Tintoretto e Artemisia Gentileschi, per la cronaca violentata da un suo collega, oltretutto pittore mediocre).
In teatro ancora agli inizi del Seicento in tutta l'Europa era impensabile che una donna montasse su un palcoscenico. Faceva eccezione l'Italia dove, fin dagli inizi del Cinquecento, i ruoli delle protagoniste femminili erano interpretati da donne, che spesso erano prostitute. Prostitute erano anche le virtuose del liuto e della viola; cosi' per le poetesse e le danzatrici. In Inghilterra le opere di Shakespeare non hanno mai visto una Giulietta ne' una Ofelia interpretate da femmine, ma solo travestiti e "femminielli".
In compenso molte erano le fattucchiere e le streghe "medicone", quasi immancabilmente perseguitate dall'Inquisizione. Dagli innumerevoli processi pubblicati dai tribunali siamo venuti a scoprire che spesso la denuncia a queste donne, abilissime nei massaggi, sapienti nel preparare intrugli di erbe e radici davvero portentosi, impareggiabili nell'arte di "aggiustaossi", veniva dai medici addottorati che non ne sopportavano lo straripante successo.
Finalmente oggi tutta questa incivile discriminazione verso le femmine e' quasi del tutto cessata. Vediamo donne operare nelle vesti di medici rispettati e stimati, di professoresse universitarie, addirittura chirurghi ineguagliabili, donne ingegneri meccanici, fisici e perfino premi Nobel per l'elettronica; una gran quantita' di giudici e avvocati; registi cinematografici, direttrici di grandi complessi musicali. Per ritrovare cucitrici e ricamatrici al tombolo e punto croce ormai bisogna far ricerca fra maschi orientali, ma attenzione che anche in Cina vanno scomparendo.
L'unico campo nel quale le donne sono rimaste relegate all'ultimo gradino e' quello della religione, specie in quella cattolica apostolica romana e in quella coopta e ortodossa.
La regola invalicabile di queste chiese e' ancora quella dettata da S. Agostino e S. Tommaso d'Aquino: nessun accesso per le femmine, nessun ruolo, nemmeno un posto da chierichetto o sacrestano. L'unico ingaggio e' quello di perpetua; ma bisogna essere molto vecchie, e soprattutto bruttine.
Non bisogna dimenticarci dei movimenti monacali sorti fin dai primi secoli. L'imperatrice Teodora raccolse, pagando di persona il riscatto, centinaia di donne pubbliche, quindi le libero' dalla prostituzione, relegandole in monasteri dai quali era loro impedito uscire: dalla strada a una vera e propria galera!
Molte di esse fin dai primi giorni della loro liberazione si gettarono dalle alte mura che le costringevano a non piu' peccare. Stesso trattamento piu' o meno fu riservato alle sorelle di santa Chiara che, seguendo san Francesco, aveva fondato un ordine di donne il cui intento kera dedicarsi ai poveri e agli afflitti. Santa Chiara attese anni che il pontefice concedesse loro il timbro della regola. Finalmente (ma purtroppo stava per morire) Chiara ricevette il sacro documento, in fondo al quale era una postilla: "Le sorelle di questo monastero debbono giurare che accetteranno con devozione la clausura e quindi mai usciranno dalla loro casa".
Eppure agli inizi del movimento cristiano (I, II, III secolo), il ruolo delle femmine nel rituale era pari a quello dei maschi, non c'era discriminazione di sorta. Alle origini troviamo donne diaconi, presbiterie e perfino con cariche corrispondenti a quelle di vescovi.
Per non parlare delle oranti. Il ruolo di quest'ultime era simile a quello delle sacerdotesse nei riti arcaici del Mediterraneo: come nella liturgia nata in comunita' di origine africana, le oranti avevano il compito di recitare o cantare la prima frase di una litania, che appresso veniva ripetuta con varianti spesso improvvisate dal coro dei fedeli.
Ma a un certo punto, gia' durante i primi secoli dopo Cristo, le donne sono state dispensate dal partecipare ai riti.
Come siamo arrivati a tale discriminazione sulle femmine? Che cosa ha generato questa sorta di paradossale misoginia nei loro confronti? Cercheremo di scoprirlo insieme.
Gesu' era ebreo e circonciso. E cosi' i suoi apostoli. Come lui lo erano Pietro e gli altri seguaci. Perfino Paolo era ebreo anche se all'inizio stava al servizio dei Romani.
Cristo ha sempre ripetuto di essere fedele alle leggi di Mose'. Quindi il Vangelo si forma sul sacro libro dell'Antico Testamento; ne segue i precetti e le regole.
Ma spesso (qui sta il fatto rivoluzionario del Vangelo: euangelos in greco significa il lieto annuncio) Cristo si oppone a gran parte di quelle antiche consuetudini con forza straordinaria, buttandole letteralmente all'aria. Per capirne l'incisivita' e il valore ci bastera' rileggere i vari passi del Vangelo, inserendoli nel loro contesto storico e sociale, oltre che religioso.
Quindi, procedendo per ordine, crediamo sia fondamentale informare, seppure sinteticamente, sulle origini del movimento cristiano e in particolare sulla nascita delle scritture che testimoniano della vita e del pensiero di Cristo.


III - LE DONNE NEL CRISTIANESIMO

Ora, la predicazione di Gesu' era rivolta a tutta la popolazione dei giudei compresi i foresti, i samaritani, i cananei, i farisei, i pubblicani e soprattutto era dedicata ai diseredati, agli esclusi, agli umiliati, e prime fra tutte le donne.
Spesso nella Galilea si vedevano gruppi di credenti che seguivano il proprio maestro, ma erano seguaci esclusivamente maschi: le femmine a casa!
Con Gesu', per la prima volta, insieme agli apostoli e ai miserabili, apparivano stuoli di femmine spesso coi loro piccoli in braccio.
Dice un testimone pagano del tempo: "La quantita' di femmine nella comunita' che segue il cosiddetto Figlio dell'uomo nel suo pellegrinare e la loro vivacita' di azione, scossa dalla presenza di molti bimbi, la fa assomigliare a una tribu' di nomadi".
Il passaggio del gruppo che accompagnava Gesu' era quindi fonte di disapprovazione e indignazione da parte degli abitanti dei luoghi attraversati da quella strana carovana.
Un altro particolare che rendeva eccentrico e a momenti addirittura scandaloso il gruppo era la presenza di storpi, vecchi e vedove malandate, ammalati, qualche prostituta molto nota, perfino lebbrosi e indemoniati: come dire, pazzi furiosi. In tanto bailamme non potevano mancare di certo musici e cantori e qualche saltimbanco, tanto per gradire.
C'e' un'antica canzone di zingari andalusi che quasi in un dialogo cosi' si esprime:

Chi ha mai detto che Cristo non sapesse cantare?
Oh, nessuno
Anzi penso che una bella voce teneva.
E se cantava, di certo con la chitarra s'accompagnava.
La chitarra non e' forse degna di un profeta?
Di certo, anche d'un re! Pure Davide, cantando, strimpellava.
Gesu' di certo batteva il tempo e danzava.
Oh si', di certo, di certo.
E se danzava e cantava battendo mano con mano, chi puo' giurare non fosse anche gitano?

Quelle donne seguivano da tempo Gesu', fin da quando il Nazareno, appena battezzato da Giovanni, s'era mosso dalla Galilea. Alle volte esse apparivano piu' numerose dei maschi e sostenevano ad alta voce le sentenze lanciate da Gesu', superando e sfidando la consuetudine che le avrebbe volute riservate e non coinvolte in azioni religiose.
Negli Atti degli Apostoli si racconta dei viaggi dei primi sostenitori della parola del Profeta, che rispondevano all'invito di scegliere fra il fuoco della fede e il fuoco domestico. Turbe di donne abbandonavano le proprie case e trascuravano i doveri della famiglia, compreso l'accudire i figli e seppellire i genitori. I loghia (detti che non fanno parte dei Vangeli canonici) piu' antichi menzionano padri, madri, sorelle abbandonati nella loro casa dagli itineranti.
Essi rispondevano cosi' al drastico invito del Nazareno:
"Voi credete che io sia venuto a portare la pace nel mondo. No, io vi porto la discordia. Infatti sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera. E ognuno avra' nemici anche nella propria famiglia. Poiche' chi ama sua madre e suo padre piu' di me non e' degno di me". (Mt. 10,34).

Si discuteva a volte di come questa ribellione riguardo al ruolo della donna portasse a un vero e proprio sfacelo nella struttura della comunita' tradizionale.
Di certo la gran parte delle donne che seguivano Gesu' manifestava riconoscenza al maestro che le liberava dal giogo domestico. A testimoniare l'entusiasmo che dimostravano le seguaci femmine per questa insolita chiamata del Nazareno, basta il grido che Matteo mette in bocca a una di loro: "Beata la donna che ti ha generato e allattato".
Esse erano le prime a scoprire che di fronte al regno di Dio i doveri della donna (come lavoro e impegni familiari) non contano.
La scelta di figure femminili nelle parabole raccontate da Gesu' fa delle donne modelli coi quali identificarsi sia per le femmine che per gli uomini.
La donna che in una societa' patriarcale si batte fino a imporre che le sia accordata attenzione e giustizia (Lc. 18,1) ha un significato e un peso allegorico straordinari, diremmo eversivi. Soprattutto e' importante ed emblematico che Gesu', come abbiamo gia' detto, si serva di continuo di personaggi femminili per alludere a un problema di giustizia civile.
Vedi la parabola della moneta smarrita. La donna che l'ha perduta cerca per tutta la casa, alla luce di una lampada, spostando ogni mobile, finche' la sua caparbieta' viene premiata: la moneta e' simbolo del bene perduto e ritrovato! Cioe' a dire che bisogna andare fino in fondo senza mai cedere per guadagnarsi il nuovo regno.
I piu' reputavano il Nazareno un eccentrico, un pazzo scriteriato. Giovanni e Marco raccontano che i parenti di Gesu', venuti per controllare il suo comportamento, dopo averlo ascoltato predicare, commentano sconvolti "Egli e' fuori di se'". Quindi anche la sua stessa gente lo considerava socialmente disadattato, un inguaribile esaltato.
Luca (Lc. 22,37) testimonia che in Israele Gesu' era considerato un malfattore (anomos in greco), un asociale.
In uno studio storico sulla vita di Gesu', Adolf Holl dichiara verosimile la versione secondo cui Pilato, uomo duro, decide di sbarazzarsi di un personaggio molesto, esaltato e pericoloso come il sedicente Messia: un facinoroso che prometteva di voler abbattere il tempio dei giudei, la "spelonca di ladri" (Mt. 21,13), insultava i rappresentanti del potere religioso e civile, incitava alla disobbedienza verso le leggi e le consuetudini imposte dai maggiori.
Ma il crimine piu' grave era ritenuto l'aver spinto le donne a uscire dalla loro normale condizione di emarginate e sottomesse, e per di piu' condotto le femmine ad abbandonare la casa, il focolare, i figli, il marito, la suocera per seguirlo. Insomma un sovversivo del genere meritava senz'altro la forca!
Ma Gesu' non e' colpevole solo di aver creato disordine. Egli e' colpevole anche per aver portato l'agape, cioe', in greco, l'amore. Ma urge spiegare perche' l'amore portato da Cristo fosse tanto pericoloso.
Egli incita ognuno a non tenere ne' odio ne' rancore verso chicchessia, ne' verso i nemici della religione ne' tanto meno contro i diversi, gli estranei, gli infetti. Peggio: Gesu' ordina di
postato da iolecalvigioni alle ore 08:31 | link | commenti
categorie: poesia, amore, donne, roma, blog, amicizia, magia, interiore, festa, democrazia, concerto, primo maggio, mimosa, jacopo fo
lunedì, 28 aprile 2008

un omaggio al V2-DAY

imagesEcco anche sul mio blog un omaggio a Beppe Grillo e al suo lavoro.
Non sono andata a firmare ma ho seguito in TV l'assenza totale di informazione.
Grazie agli amici che c'erano in rete stamattina mi sono vista un sacco di video su youtube e ho trovato Marco Travaglio....fantastico....che giornalista meraviglioso abbiamo...e quanti altri ce ne sono come lui..li considero gli "eroi" del millennio, quelli che per le loro idee offrono e sacrificano la loro vita...come quell'imprenditore di Palermo che ha fatto arrestare chi chiedeva la mazzetta per il suo lavoro di costruttore...
visto che la TV non da notizie, credo che il nostro compito sia quello di diffondere il più possibile l'informazione di ciò che è stato....ho trovato questo articolo con i dati. eccolo per tutti voi, amici del mio blog che venite a visitarmi...
Grazie Beppe, grazie amici organizzatori e grazie a voi, ragazzi di tutta italia e del mondo che con i vostri panchetti a raccogliere le firme rafforzate il nostro entusiasmo a credere ancora che possiamo veramente cambiare questo paese!!!! Jole



V2Day, Grillo:raccolte 450.000 firme per referendum informazione
sabato, 26 aprile 2008 1.15
Versione per stampa
     
MILANO (Reuters) - Circa 450.000 firme sono state raccolte ieri per i referendum contro il sistema dell'informazione durante il V2Day, il giorno di mobilitazione promosso dal comico genovese Beppe Grillo.

Lo annuncia lo stesso Grillo nel suo blog, tra i più popolari della rete, all'indomani delle manifestazioni che si sono svolte a Torino e in altre città italiane.

"Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete", scrive Grillo, parlando del suo secondo "Vaffa-day", svoltosi ieri nella giornata della Festa della Liberazione.

Il primo "Vday" di Grillo, che ha cavalcato l'onda del malcontento nei confronti del sistema politico in Italia, si era svolto in un'altra data simbolica, l'8 settembre, giorno della firma dell'armistizio tra l'Italia e gli alleati.

Grillo ha tenuto il suo intervento a Torino, mentre anche in altre città italiane i suoi sostenitori, organizzati nei Meetup, raccoglievano le firme a sostegno dei tre referendum che chiedono l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del miliardo di euro all'anno di finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle frequenze tv.

"Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno", ha detto Grillo nel suo "post".
postato da iolecalvigioni alle ore 18:15 | link | commenti (3)
categorie: poesia, donne, blog, torino, coscienza, democrazia, concerto, 25 aprile, beppe grillo, onestĂ , de magistris, v2day
domenica, 27 aprile 2008

prove tecniche di trasmissione!!!

La mia amica Gura del computer, mi ha insegnato a inserire i video di youtube senza il link...
vediamo se sono una brava allieva.....per le tracce musicali non è andata bene...devo ancora prendere qualche lezione...però sono una che si applica....buona domenica a tutti.Jole



postato da iolecalvigioni alle ore 08:04 | link | commenti
categorie:
giovedì, 24 aprile 2008

the last day!!!!!!!

imagesimagesOggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro al SER.T.
Anche per il primo semestre del 2008...ho dato e oggi, con un anticipo di 6 giorni dalla fine del mese, grazie a un incastro fantastico di ponti e festività, ho terminato il mio lavoro da assistente sociale.
Questo semestre è volato. Mi sembra ieri che era novembre e dovevo iniziare..e invece eccomi quà con un tempo..che sembra novembre...e invece è aprile. Oggi ho salutato i miei colleghi amici e ho assistito all'ennesima riunione inconcludente che non costruisce mai nulla di bello e positivo...io le toglierei le riunioni al mio servizio....sono veramente inutili...
Ho salutato due persone che ho seguito con dei colloqui ...e che ora devono sperimentare quanto " esplorato" negli incontri. Due donne..alle prese con la difficoltà di non sentirsi in colpa se pensano ANCHE a sè... e non solo a quanto devono fare per gli altri, per la loro famiglia...
com'è difficile il confine per una donna tra sana preoccupazione per sè e il darsi con amore agli altri..
ecco i miei uomini ora mi chiamano per la cena...e anche se Luca è in grado di prepararla...da solo.. vuole intorno me...stasera..poi è l'inizio di un semestre che ci vedrà insieme...tutti i giorni!!!!!!!!Lui è felice...e anch'io ovviamente. Buonasera a tutti e a presto su questo blog. Jole
postato da iolecalvigioni alle ore 19:28 | link | commenti (2)
categorie: poesia, amore, donne, roma, amicizia, luca, interiore, respiro, onestĂ 
lunedì, 21 aprile 2008

oggi due poesie...belle...

02Le poesie sono tutte belle!
Sono belle quando risuonano nel nostro cuore alla lettura
e le parole prendono la forma dell'emozione
e il pensiero diventa Anima
e tutto si perde e tutto si trasforma
Ho citato Alda Merini nei miei incontri con le ragazze del Liceo
ed eccola qui! sono andata in giro a cercare qualcosa da mettere stasera sul blog.Grazie Alda! Jole

La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

Alda Merini, da "Terra d'amore"


...

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.

Alda Merini, da "La terra santa"
postato da iolecalvigioni alle ore 18:19 | link | commenti
categorie: poesia, amore, donne, blog, amicizia, respiro, alda merini, ansia
sabato, 19 aprile 2008

a chi vuole ancora innamorarsi..

imagesStamattina ho sentito questa vecchia canzone di Francesco Baccini!
Un cantautore che a  me piace da sempre...ma che ogni tanto scompare...
le sue canzoni sono belle e questa fa il caso per tutte le persone che decidono, a causa di sofferenze d'amore di non volersi innamorare più per non soffrire...e poi quando non sei innamorato..vorresti esserlo per sentire tutti gli struggimenti dell'amore...insomma non ci accontentiamo mai.
Personalmente credo che la dimensione dell'essere innamorato ...sempre..sia la migliore di tutte..L'altro è sempre da scoprire, amare e sempre pronto a fare da specchio a che meravigliosa sei...nel bene e nel male.
Dedico questa canzone di Francesco a tutti quelli che si sono stancati di essere soli e auguro a tutti di giocare nel meraviglioso incanto della Vita! Buon week end a tutti! Jole
postato da iolecalvigioni alle ore 08:13 | link | commenti
categorie: poesia, amore, donne, blog, amicizia, coscienza, compleanno, concerto, onestĂ 
venerdì, 18 aprile 2008

Alle ragazze che ho incontrato....

imagesOggi una cara amica mi ha inviato un'email con queste "gocce di saggezza".
Questa settimana ho avuto molto da fare e non mi sono dedicata al blog..
Ho incontrato, per lavoro, delle ragazze di V liceo psico socio pedagogico..3 classi.
Bellissime tutte e molto, molto attente a quanto accadeva nell'incontro.
Ho letto il questionario di gradimento somministrato alla fine degli incontri anche a distanza di giorni..e tutti i commenti sono stati positivi e ri-conoscenti.
A loro, con cui ho condiviso la passione della rete e so che mi verranno a trovare, dedico questa sera questo post. Spero di cuore che la loro vita sia bella quanto i loro sorrisi che mi hanno regalato.Buona vita a tutte!!! Jole

"Un uomo si recò da un monaco di clausura.
Gli chiese: "Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?".
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo e disse al suo visitatore:
"Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?".
L'uomo guardò nel pozzo. "Non vedo niente".
Dopo un po' di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: "Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?".
L'uomo ubbidì e rispose: "Ora vedo me stesso: mi specchio nell'acqua".
Il monaco disse: "Vedi, quando io immergo il secchio, l'acqua è agitata.
Ora invece l'acqua è tranquilla.
E questa l'esperienza del silenzio: l'uomo vede se stesso!".

"Quando non ce la faccio più, vado a sedermi vicino a mia nonna mentre lavora a maglia... Mia nonna profuma di cipria e ha un respiro lento lento. Di tanto in tanto alza gli occhi e sorride un poco, di solito però si limita a lavorare e respirare... Beh, mi fa sentire cullata...". (Amelia, 14 anni)"
postato da iolecalvigioni alle ore 19:25 | link | commenti (2)
categorie: amore, donne, blog, amicizia, india, coscienza, interiore, democrazia
venerdì, 11 aprile 2008

imagesE' arrivata così! da una persona che non conosco...
è bella e ho avuto l'ok dal suo fidanzato ( che conosco...) di poterla pubblicizzare sul blog.
Eccola per tutti noi e ...buon wek end a tutti!!!
Grazie Maria Gabriella! Jole


Nasci in un respiro, in un ansimo, in un grido e vedi la luce: violenta, dolorosa, bianca.

La luce che ti ha strappato dal tuo paradiso, ovattato e morbido; dove i colori erano sfumati e le immagini incorporee.

Nasci, vieni alla luce e ti dibatti .

La luce che vedrai mille volte in fondo al tunnel.

La luce che illuminerà mille volte le tue intuizioni.

La luce che brillerà continuamente sui tuoi passi, a volte in modo così vivido da divenire quasi accecante.

E ogni tuo sforzo, ogni tuo slancio è in direzione di quella luce, che è sempre lì, presente, inesorabile. A volte così vicina da sembrare di poterla toccare, a volte remota, inavvicinabile.

Vivi, sperimenti, cresci, evolvi e sempre sai che il tuo punto d'arrivo è quella luce. Sei sempre più convinto che solo quando infine raggiungerai la fonte di quella luce tutta la tua strada, tutto il tuo percorso potrà avere un senso.

Un filo invisibile ti guida in questo cammino.

Un filo che si ispessisce ad ogni incontro, ad ogni esperienza. Che si nutre dei nostri studi, delle nostre conoscenze, della nostra fame di sapere.

E al tempo stesso scambia con noi la linfa vitale, che ci tiene in vita, che ci fa reggere sulle nostre gambe quando vacilliamo.

La nostra storia si dipana: a volte ci sembra segua un sentiero stabilito da altri, a volte ci sentiamo signori e padroni dell'esito delle nostre azioni e dei nostri pensieri.

Ma comunque, senza che noi ne siamo sempre pienamente consapevoli, quel filo continua ad ispessire. E si fortifica e si indurisce con l'avanzare del tempo. Non è più un sottile legame di seta. E' vivo, vitale, pulsante. Duttile e forte. Morbido e resistente. Ci nutre, ci rafforza, ci sazia  di carica vitale. Diventa il nostro primario nutrimento.

E così pian piano ti lasci andare. Pian piano rallenti, smetti la tua affannosa corsa, la tua continua ricerca. Hai voglia di pace, di ombra, di frescura.

Ti adagi un momento sul ciglio della strada, che hai sempre percorso correndo; solo il tempo di un respiro, solo il tempo di un fresco sorso d'acqua.

E inizi a guardarti attorno: vedi con occhi nuovi, ascolti con nuove orecchie. Ti giungono nuovi profumi, hai la sensazione di sentire nuovi sapori.

Ti accorgi che hai voglia di prolungare quel breve momento, ti dici che forse puoi sostare un tempo più lungo. Cominci a pensare che il resto può aspettare, che tutto sembra in fondo meno urgente.

Lentamente i tuoi bisogni si modificano, le tue esigenze diminuiscono. Tutto ciò che sembrava così rilevante appare sempre più sfocato, sempre più remoto.

Hai voglia di ascoltarti, di sentire il suono della tua anima, del tuo respiro. Di chiudere gli occhi e contemplare il tuo corpo da dentro, spettatore di te stesso. Dapprima le sensazioni sono leggere, impalpabili, difficili da cogliere.

Ma più diminuisce il clangore del mondo che è fuori, più puoi ascoltare i leggeri campanelli che risiedono in te.

Ti lasci cullare da questi suoni: il tuo cuore, la tua aria, la tua acqua; da questa lieve armonia: calda, morbida, accogliente.

L'unico nido, l'unico riparo in cui ti sia mai sentito libero di mostrare tutte le tue debolezze e la tua fragilità.
postato da iolecalvigioni alle ore 19:03 | link | commenti
categorie:
giovedì, 10 aprile 2008

Le mani di Luca...

imagesIeri sera non stavo benissimo...
ero molto stanca e mentre ero sul divano Luca ha messo le sue mani sulle mie ginocchia..poi sono andata a letto e mentre mi addormentavo con le manine di Emil sulle mie guance mi è venuta questa poesia...che spero di ricordare come è venuta..




Le mani di Luca
mi accolgono sempre
con amore e rispetto
con discrezione e gratitudine.
Le mani di Luca sono calde e accoglienti
grandi e tenere nella loro forza e delicatezza.
Ho affidato la mia vita a quelle mani
ho affidato la mia fragilità a quelle mani
ho affidato il mio corpo a queste mani che mi danno piacere, amore, vita
Amo le mani di Luca come estensione di me
Le amo perchè sono differenti dalle mie.
Eppure mi appartengono.....
Jole
postato da iolecalvigioni alle ore 18:55 | link | commenti (2)
categorie: amore, donne, blog, amicizia, coscienza, interiore